Quando ero a Milano...
La mattina arrivavo in stazione, auricolari nelle orecchie e prendevo il treno, dormivo.
Da casa mia a Milano c'erano 7 treni l'ora quindi se ne perdevo uno ce n'era un altro pochi minuti dopo.
A Lambrate entravo nel bar e, senza dire nulla, mi mettevano sul banco cappuccino e brioches preferita.
A quel punto recuperavo l'uso della parola, leggevo metro e aspettavo il 54 che, se arrivava pieno, lasciavo passare e prendevo il successivo.
La sera percorso inverso, solo, sul treno, chiacchieravo amorevolmente con i compagni di sventure.
Siccome non sono un'amante della guida stamattina ho provato a prendere il treno per venire in questo postaccio.
Il treno (vuoto) è arrivato con un quarto d'ora di ritardo (ce n'è solo uno all'ora).
Arrivata in stazione mi sono fatta una camminata per arrivare in questo postaccio dimenticato da Dio.
Chiaramente in ritardo. E non ho nemmeno fatto colazione.
Ho deciso, stasera aggiorno il curriculum.